Aggiornamenti sugli scavi 2025
Prof. Gabriele Castiglia, Cattedra di Topografia dell’Orbis Christianus Antiquus
Il Campo dei Pastori a Beit Sahour presso Betlemme (West Bank)
Nelle ultime due settimane del maggio 2025 una ristretta équipe del PIAC, composta dal Prof. Gabriele Castiglia, dal Dott. Simone Schiavone e dalla Dott.ssa Angelita Troiani ha ripreso le attività di ricerca nel sito monastico del Campo dei Pastori a Beit Sahour presso Betlemme, in West Bank.
Il progetto si svolge in sinergia con la Custodia di Terra Santa (CTS) – proprietaria del sito, che fornisce vitto, alloggio e supporto per gli spostamenti interni al team del PIAC – e con il Ministry of Tourism and Antiquities of Palestine. Si ringraziano inoltre la ALIPH Foundation, L’Oeuvre d’Orient e la Mary Magdalene House of Peace Foundation per i fondamentali contributi alla riuscita della missione. Obiettivo di questa terza campagna è stato in primis quello di affrontare lo studio del vasto quantitativo di reperti mobili (soprattutto ceramici) emersi dai precedenti scavi, che sono stati interamente documentati e catalogati dalla Dott.ssa Troiani, nell’ambito della sua tesi di Dottorato.
In contemporanea, si sono avviati anche dei sondaggi esplorativi in aree del monastero mai indagate in precedenza, nello specifico, nella zona sud-orientale dell’insediamento, in corrispondenza della zona di ingresso al cenobio. Le indagini, propedeutiche a scavi in estensione da programmare in un futuro prossimo, si sono rivelate estremamente soddisfacenti, rivelando un grande potenziale del deposito archeologico. In particolare, nei due saggi realizzati con l’ausilio di un escavatore meccanico sono emerse le creste di muri che rivelano la presenza di importanti strutture e non si può escludere che, in direzione est, possa svilupparsi il cimitero della comunità monastica, come rivelato da alcuni chiari indicatori.
Nel corso della missione, l’équipe del PIAC ha anche avuto l’onore di essere ricevuta in udienza privata da Sua Eminenza il Cardinale Pierbattista Pizzaballa, Patriarca del Latini in Gerusalemme, che ha espresso grande sostegno alla missione del PIAC in West Bank, auspicandone piena continuità. L’équipe del PIAC, inoltre, ha avuto modo di avere un importante briefing con esponenti della Custodia di Terra Santa e dello Studium Biblicum Franciscanum per la pianificazione delle attività future, con l’obiettivo comune di avanzare sia nelle attività di ricerca che in quelle legate alla valorizzazione del sito, oltre che di proseguire la collaborazione con la Bethlehem University, in uno spirito di piena cooperazione in un territorio fragile e, al contempo, ricco di patrimonio storico ed umano.
Vivarium Project – Scavi in località “Antica Villa Ceraso” presso Squillace (CZ)
Nell’ambito del Vivarium Project – finalizzato alla ricerca degli assetti dell’antica diocesi di Scolacium e all’approfondimento degli studi sui cosiddetti “luoghi cassiodorei” – il PIAC ha ripreso le indagini archeologiche in località “Antica Villa Ceraso” presso Squillace (CZ), di proprietà della famiglia Lopez-Pascali, dietro concessione ministeriale garantita dalla SABAP per le province di Catanzaro e Crotone (si ringraziano in particolare la Dott.ssa Stefania Argenti e il Dott. Alfredo Ruga). Fondamentale è stato il contributo dell’Arcidiocesi Metropolitana di Catanzaro e Squillace, nella figura di Sua Eccellenza l’Arcivescovo Claudio Maniago e di tutti i suoi collaboratori, garanti del vitto e dell’alloggio, oltre che del supporto logistico, a tutta la squadra.

Dal 30 giugno al 25 luglio 2025, lo scavo ha visto alternarsi un’équipe diretta dal Prof. Gabriele Castiglia e dal Dott. Domenico Benoci e composta dalle Dott.sse Giulia Spadanuda e Angelita Troiani e dal Dott. Dante Palmerino, con circa venti studenti fissi – in due diversi turni – provenienti dal PIAC e da numerose università italiane e straniere. Inoltre, il PIAC si è avvalso di preziose collaborazioni, come quella del team di restauratori guidati da Giuseppe Mantella, nell’ambito del Progetto “Arte e Fede”, e quella di un gruppo di studenti dell’Accademia di Belle Arti di Catanzaro, sotto la supervisione del Direttore Virgilio Piccari e dei Proff. Francesco Cuteri ed Elena Di Fede.

Lo scavo si è concentrato su parte dell’impianto termale di una villa che sorge a circa 4km di distanza dalla colonia di Scolacium, caratterizzato da varie fasi di frequentazione. Nello specifico, stando ai dati attuali, il sito vede il suo debutto tra I e II secolo d.C., con importanti fasi di restauro tra III e IV secolo d.C. Di grande interesse è inoltre un’estesa attività di spoliazione e riuso dell’insediamento inquadrabile nel corso del VI secolo, caratterizzata sia da massive attività di recupero dei materiali che da una fase funeraria, per ora riconoscibile in una sepoltura in fossa terragna impiantata sui resti del praefurnium.
Il sito denota una notevole estensione, come desumibile in prima istanza dalle analisi diagnostiche, ed un grande potenziale per la ricerca futura, finalizzata alla comprensione degli assetti insediatevi del territorio di Scolacium nella tarda antichità.
Per la realizzazione di entrambi i progetti, oltre agli enti sopra citati, fondamentali sono stati l’impegno e gli sforzi profusi da Mons. Prof. Carlo dell’Osso – Segretario del PIAC – dalla Cattedra di Topografia dell’Orbis Christianus Antiquus (Prof. Gabriele Castiglia), dal Dott. Domenico Benoci e dal Dott. Simone Schiavone.
Inoltre, un particolare ringraziamento va al Prof. Philippe Pergola, emerito di Topografia dell’Orbis Christianus Antiquus, che ha svolto un ruolo cruciale nella pianificazione e nell’avvio dei progetti.